Ecco, vorrei che dolce poesia portasse nel mondo questo messaggio: Arlecchini danzano per la rivoluzione e votano la regina dei clowns ma urlano tra squilli di tromba e rullare di tamburi: “Sveglia Regina! Ridere non basta piu!”
Franca Rame su Jester of Jazz
FILOMENA CAMPUS QUARTET
FILOMENA CAMPUS
RECENSIONE MUSICA JAZZ
«Jester Of Jazz» Sam 9032, Egea
Qui l’eleganza regna suprema, accanto a una ricerca filologica ben annodata con le evoluzioni della musica contemporanea e al jazz cantautorale sottolineato dalla camaleontica voce di Filomena Campus. Sarda di nascita, inglese d’adozione dal 2001, la Campus si muove tra teatro, musica e insegnamento universitario, dando trasparente prova di saper far coincidere nel jazz tutte queste abilità. È un menestrello che parla delle sue origini, come nel canto tradizionale No potho reposare, solare e innervata sulle variazioni dei timbri della vocalist. Gli altri brani sono originali, perlopiù a firma della leader (luminosa anche nelle parole), di Steve Lodder e Dudley Phillips, con liriche anche ispirate dai moderni cantori della letteratura italiana, come la pirotecnica ninna nanna Hoos Foos, che attinge alla produzione di Stefano Benni, o la forza espressiva, anche nelle omofonie della vocalist, di Queen Of Clown, con l’onirico testo di Franca Rame. La prosodia di Filomena Campus è naturale e la sua voce riesce a coniugare generi e stili musicali con una facilità disarmante. Ayroldi
Franco Fayenz su ‘Jester of Jazz’:
“Filomena Campus è una cantante sarda che vive a Londra dal 2001. Si trova bene in quel crogiolo di culture, luogo ideale per il suo jazz che non dimentica “la storia delle voci sarde che si perde nella notte dei tempi”, come scrive Paolo Fresu. Chi l’ha sentita e vista cantare dal vivo (mi riferisco, per quanto mi riguarda, a Roccella 2008) non ha più dimenticato la sua voce versatile, cangiante e ammirevole sempre, sottolineata da una splendida presenza scenica. La presenza non c’è in questa “giullarata di jazz”, ma basta l’ascolto per entusiasmarsi”
Jester of Jazz
Filomena Campus Quartet Jester of Jazz (Giullare del Jazz)
Nel 2009 Campus ha creato il primo progetto a suo nome ‘Filomena Campus Quartet‘, con Steve Lodder al piano, Dudley Phillips al contrabbasso, Winston Clifford alla batteria. Nel 2010 e’ nato il progetto originale ‘JESTER OF JAZZ’, un raffinato mix di puro jazz contaminato da surreali invasioni felliniane attraverso brevi testi di Stefano Benni, Franca Rame, Maria Carta e altri autori. La performance di Campus e’ una esplorazione del ruolo della cantante jazz che gioca con le note e i diversi ritmi e colori come un clown: interpretazione influenzata da personaggi della commedia dell’arte, del circo, delle maschere sarde, del teatro dell’assurdo e ispirata in particolare ad alcuni straordinari personaggi come Dario Fo, Franca Rame, Pina Bausch, Augusto Boal, Federico Fellini, Samuel Beckett e Maria Carta.
I brani sono originali con testi di Filomena Campus e musiche di Steve Lodder e Dudley Phillips, oltre a un particolarissimo arrangiamento di un brano della tradizione sarda, ‘No Potho Reposare’ di Phillips.
Il titolo dell’album si riferisce al significato originario del termine ‘giullare’ ed e’ ispirato alla motivazione del Premio Nobel a Dario Fo: “che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati”
Il testo del brano Queen of Clowns e’ stato scritto insieme a Franca Rame, mentre il testo recitato dell’introduzione e’ la poesia ‘Perche’ con Franca’ di Stefano Benni dedicata a Franca Rame.
Il Filomena Campus Quartet alla rassegna Forma e Poesia nel Jazz a Cagliari, Teatro Massimo, 2010:
La Band
Steve Lodder
Steve Lodder, pianista e compositore di fama internazionale, ha collaborato tra gli altri con Paul McCartney, Carla Bley, Nana Vasconcelos, Sarah Jane Morris, Simply Red, e Andy Sheppard. Ha scritto diversi manuali su Steve Wonder, sull’organo Hammond, e sulla tastiera. www.stevelodder.com
Dudley Phillips
Dudley Phillips (contrabbasso) ha collaborato tra gli altri con musicisti come Andy Sheppard, Billy Cobham, Jim Mullen, Iain Ballamy and Martin Speake. Anja Garbarek, Womack, Robert Wyatt, Colin Towns’ Mask Orchestra, John Etheridge, Mark Knopfler.
Winston Clifford, photo by Helena Dornellas
Winston Clifford (batteria) ha collaborato con diversi musicisti tra cui Courtney Pine, Bheki Mseleku, Jason Rebello, Gary Husband, Pete King, Dick Heckstall-Smith, Iain Ballamy, Leroy Osbourne, Ronnie Scott Band, Julian Joseph, Andy Sheppard, Tony Remy, Steve Williamson Band, Jean Toussaint Band, Slim Gaillard, Bobby Watson, Monty Alexander, Gary Bartz, Art Farmer, Archie Shepp, Freddie Hubbard etc.
MUSICA: FRESU A LONDRA PER NUOVO ALBUM JAZZ FILOMENA CAMPUS
IN ‘GIULLARE DEL JAZZ’ LE RADICI TEATRALI DELLA CANTANTE
(ANSA) – LONDRA, 27 GEN – Il teatro e la commedia dell’arte, Samuel Beckett e Augusto Boal, la Sardegna e la musica di Maria Carta: sono queste alcuni dei filoni che hanno ispirato il nuovo album della cantante jazz italiana Filomena Campus, intitolato ‘Jester of Jazz’, ovvero il Giullare del Jazz e presentato ieri sera a Londra al leggendario Pizza Express Jazz club, con la partecipazione straordinaria del grande trombettista Paolo Fresu. Quello del Filomena Campus Jazz Quartet – Steve Lodder al piano, Dudley Phillips al contrabbasso e Winston Clifford alla batteria – e’ un album che parla delle origini e della storia artistica della cantante. ”L’album ha una radice decisamente teatrale, e’ nato unendo le mie due passioni, il jazz e il teatro”, spiega la Campus, la cui esperienza teatrale ha dato origine anche ad alcuni contributi di rilievo. ‘Queen of Clowns’, uno dei brani piu’ belli del disco, inizia con una poesia di Stefano Benni e continua con un testo scritto in collaborazione con Franca Rame.
Sul palco la Campus e’ una sciamana della musica, che con ”la sabbia e il mirto nel sangue” incanta l’audience grazie ad una voce dall’espressivita’ viscerale e una presenza magnetica. I musicisti del suo quartetto sono tutti di altissimo livello, conosciuti a livello sia britannico sia internazionale e insieme hanno una sinergia perfetta e un affiatamento palpabile. I due ‘special guest’ di ieri sera – Fresu e il flautista Rowland Sutherland, uno dei piu’ eclettici e creativi del Paese – sono legati alla Campus da una lunga amicizia cosi’ come Jean Toussaint, uno dei piu’ grandi sassofonisti inglesi che si esibira’ dal vivo con la band questa sera. Sutherland e Toussaint hanno collaborato anche ad alcuni brani dell’album. (ANSA)
La Nuova - Gennaio 2011
Articolo Unione Sarda - Gennaio 2011
Articolo La Nuova sul progetto Jester of Jazz, 11 Maggio 2010 (click sull’immagine per leggere il testo)
Articolo Unione Sarda su Filomena Campus e il progetto ‘Jester of Jazz’, 9 Maggio 2010
Filomena Campus Quartet allo European Jazz Expo 2011
Le donne del jazz che sarà: Filomena Campus
La seconda puntata sulle protagoniste della musica futura. Questa volta di scena c’è un’italiana divisa fra canto e teatro
Proseguiamo il discorso iniziato la settimana scorsa con Cymin Samawatie. L’argomento era l’uscita di due dischi, due progetti molto diversi tra loro eppure con un filo sotterraneo a unirli. Innanzitutto protagoniste sono due donne. E questo, anche se apparentemente non ha riflessi diretti sul loro operato, nel senso che loro non sono due teoriche del femminismo né mettono esplicitamente al centro della loro arte il femminile, le connota come intrinsecamente anticonformiste nel momento in cui rivestono un ruolo di band leader, e di compositrici. Insomma siamo oltre il cliché della “splendida voce”.
Ci troviamo poi in presenza di due nomadi, due persone che vivono e suonano lontano dal posto in cui sono nate, e che però si portano dietro le proprie radici e anzi ne fanno un punto di forza e di originalità. Perché entrambe si muovono in ambito jazz, vi inseriscono elementi etnici ma, e siamo all’ultimo e più importante elemento comune, vanno avanti rispetto alla fusione etno-jazz.
Filomena Campus è sarda e vive a Londra da dieci anni. Anche lei suona con un trio jazz che apparentemente più classico non si può: Steve Lodder al piano, Dudley Phillips al contrabbasso, Winston Clifford alla batteria. Ma lei pure non dimentica le sue origini. Che sono sì italiane e sarde, e infatti in questo album c’è una sbilenca cover della classicissima Non potho reposare. Ma che sono soprattutto teatrali.
Si sente, ascoltando Jester of jazz, si percepisce che ci si sta perdendo metà dello spettacolo: perché la voce salterina e le movimentate ritmiche degli strumenti disegnano balletti che si vorrebbe seguire anche con gli occhi, e infatti chi l’ha vista assicura che la Campus dal vivo è ipnotizzante, magnetica. Il teatro è quello di strada, quello della commedia dell’arte: jester è il folletto, il clown, il giullare. E se a questa parola vi viene in mente il Nobel più buffone che c’è, non vi sbagliate, perché Dario Fo è tra i numi tutelari del progetto (insieme a Pina Bausch, Augusto Boal, Federico Fellini, Samuel Beckett e Maria Carta).
Mentre la moglie Franca Rame c’è entrata proprio direttamente: perché sua è la collaborazione al testo di Queen of clowns; a lei è dedicata la poesia che introduce la stessa canzone, scritta da Stefano Benni, altro grande artista/teatrante; sua è infine una sorta di epigrafe al progetto, che suona così: Ecco, vorrei che dolce poesia portasse nel mondo questo messaggio: Arlecchini danzano per la rivoluzione e votano la regina dei clowns ma urlano tra squilli di tromba e rullare di tamburi: “Sveglia Regina! Ridere non basta piu!”
Ma come si diceva, il teatro la Campus lo fa vedere anche solo con la sua voce, mobile e istrionica. E particolarmente azzeccata è la presenza zompettante, qua e là, di un flautino che sembra l’incarnazione in musica dello spirito pazzerello del giullare. Fosse davvero questa, e quella di Cyminology, la direzione in cui si muove la musica, potremmo stare tranquillissimi. E darvi appuntamento al futuro. DARIO DE MARCO L’Indro
RECENSIONE JESTER OF JAZZ
Filomena Campus, evidenti origini sarde, trasferitasi a Londra a inizio millennio, non sono semplicemente una nuova e interessante cantante jazz. E’ un’artista che vive la sua dimensione a tutto tondo, certo partendo dalla musica (non solo jazz) ma cercando contatti con il teatro, il cinema, la poesia. E la sua attività è stata notata (e supportata) da uomini di cultura contemporanea come Stefano Benni, Franca Rame e Paolo Fresu, che sono intervenuti attivamente nella realizzazione di questo eccellente album. La Campus guida da qualche anno un quartetto di musicisti che sono divenuti suoi partner sia per quanto riguarda l’attività’ dal vivo che per la scrittura dei brani. Si tratta del pianista Steve Lodder, del contrabbassista Dudley Phillips, e del batterista Winston Clifford, tutti appartenenti al ricco sottobosco jazzistico inglese. Ad esempio in qualche episodio si aggiungono il flautista Rowland Sutherland e il sassofonista Jean Toussaint. Il territorio naturale della cantante è un jazz aperto e cangiante in cui la sua voce non viene utilizzata in modo convenzionale ma fa parte di un discorso d’assieme. Pur conoscendo assai bene l’avanguardia, la Campus preferisce però smussare certi angoli per mettere le sue indubbie doti al servizio di un repertorio che riesce a stare miracolosamente tra canzone d’autore, ricordi della Sardegna, jazz contemporaneo e poesia. Il pianoforte di Lodder asseconda molto bene la voce e spesso la raddoppia creando effetti di grande suggestione, mentre I ritmi danno un supporto discreto ma presente. Insomma, una bella rivelazione. ‘Jester of Jazz’ ci è sembrato un prodotto già maturo ed equilibrato e la Campus, un’artista che sa molto bene dove oggi si possa trovare l’arte. Da attendere ulteriori sviluppi. Buona l’incisione. MARCO CRISOSTOMI, Audioreview, Luglio 2011
La sua voce ha il calore del sole e i riflessi della musica dell’anima… Cantante di livello, dotata di swing e humour ( ..) Incanta il pubblico con una voce che conosce gli accenti del blues’ La Nuova
‘La sua voce e’ uno strumento espressivo che raramente usa al servizio della parola. Non e’ scat ma qualcosa di piu viscerale..
Filomena raggiunge e cattura il suo pubblico comunicando espressivita’ da ogni parte del corpo’. Mary Brosnan, Londra
‘Bellissima voce’ Franco Fayenz (critico jazz)
‘Filomena è l’eleganza e lo stile con un guizzo di tempestiva prontezza nel non dimenticare le origini di un canto che dopo tanto viaggiare, cercare, mutare, è ora suo ma nello stesso tempo di tutti’ Massimo Nunzi
“Bella la varieta’ timbrica della voce della Campus, un’artista davvero completa” Suono
“Un Puck questa Campus! Di sole sabbia e mirto! Dotata di swing e humour, dispensatrice di sapienza musicale e duttilità vocale, memore delle sue radici, ha ipnotizzato il pubblico con l’elegante leggerezza delle sue movenze, la sofisticata interpretazione di composizioni sue, del bassista Dudley Phillips ( cui si deve anche un suggestivo arrangiamento della celebre No Potho Reposare), e del pianista Steve Lodder.’ www.criticipercaso.it
“…Su tutte però Filomena Campus, che unisce presenza magnetica a una voce morbida e calidissima sostenuta da un trio di fuoriclasse (Lodder, Philips e Clifford).” Walter Porcedda La Nuova Sardegna, JAZZ EXPO’, Cagliari, Maggio 2011
‘Regista e cantante di talento’ Stefano Benni, Il Venerdi di Repubblica
FILOMENA CAMPUS QUARTET
JESTER OF JAZZ
“Filomena Campus’ Jest of Jazz is a bold jump into the blue colours of the Mediterranean Sea. Deep and refreshing, the melodies sing in waves the stories of jazz, freedom and passion. The blues is never far, and when your hear the music your soul sails away into the world of free spirits.” Laurent De Wilde
Filomena Campus Quartet
Filomena Campus – vocals
Steve Lodder – piano
Dudley Phillips – doublebass
Winston Clifford – drums
Featuring in the CD:
Rowland Sutherland – fluteand Jean Toussaint – tenor and soprano sax
JESTER OF JAZZ
An elegant mix of pure jazz contaminated with surreal invasions of theatrical images and short poems.
Campus’ performance is a passionate and ironic exploration of the role of the jazz singer playing with the notes and the different colours of the music like a clown. Inspired by characters of Commedia dell’Arte, Theatre of the absurd, Sardinian culture and in particular by some extraordinary figures such as Dario Fo, Franca Rame, Pina Bausch, Federico Fellini, Samuel Beckett, Augusto Boal, Complicite, Grazia Deledda, Maria Carta.
The introduction notes to the CD are written by Paolo Fresu.
The music is written by Steve Lodder and Dudley Phillips with lyrics by Filomena Campus and a poem by Stefano Benni.
The title refers to the motivation for the Nobel Prize in Literature 1997 that was awarded to Dario Fo “who emulates the jesters of the Middle Ages in scourging authority and upholding the dignity of the downtrodden” (Dario shared his price with his wife and collaborator Franca Rame)
“I wish sweet poetry could bring this message to the world: Harlequins are dancing for the revolution and vote for the Queen of Clowns, but with drums rolling and trumpet blaring they scream: “Wake up Queen! Laughter is not enough anymore!”Franca Rame on Jester of Jazz
The repertoire includes a stunning arrangement of a traditional Sardinian song ‘No Potho Reposare’ by Dudley Phillips featuring Rowland Sutherland on flute.
Steve Lodder. Highly regarded sideman for many International and London musicians including Andy Sheppard, Naná Vasconcelos, George Russell’s “Living Time” orchestra, Sarah Jane Morris, John Harle, Carla Bley, Mônica Vasconcelos. He has also been musical associate with Paul McCartney on the ‘Standing Stone’ and ‘Ecce cor meum’ projects,and musical arranger for the Zappatistas. Originally a Cambridge organ scholar he has played church organ on albums with Mark Ramsden and Asaf Sirkis and has written several books (on Stevie Wonder, on the Hammond organ and The Keyboard Bible)
‘Lodder is both an improviser of originality and a musical thinker of erudition and depth’ The Guardian
Dudley Phillips
Dudley Phillips is one of the UK’s most in demand bass players. He has worked with Andy Sheppard, Billy Cobham, Jim Mullen, Iain Ballamy and Martin Speake. Anja Garbarek, Womack, Robert Wyatt, Colin Towns’ Mask Orchestra, John Etheridge, Mark Knopfler. Winston Clifford – Drums
Winston Clifford, photo by Helena Dornellas
Winston Clifford is one of Britain’s leading jazz drummers. He has worked with Courtney Pine, Bheki Mseleku, Jason Rebello, Iain Ballamy, Julian Joseph, Andy Sheppard, Jean Toussaint, Orphy Robinson, Bobby Watson, Monty Alexander, Birelli Lagrene and Joey Calderazzo. He has performed in New York and Bombay with Carmen Lundy and is featured on her latest album, Old Devil Moon.
(to read the Italian Press on Filomena Campus click on the Italian flag on the right corner above)
“As its title suggests, this new album from the London based Italian vocalist and theatre director, Filomena Campus, explores the art of the jazz singer through a playful ironic filter. Perusing the many dedications that Campus appends to the song titles gives you an insight into her many and varied inspirations: from the Italian actress and playwright, Franca Rame, to the Brazilian theatre director, writer, and politician, Augusto Boal, to the Sardinian singer-songwriter Maria Carta. Rather like her Italian counterpart, Maria Pia De Vito, Campus’ inherently dramatic approach and wide frame of references ensures that her approach to a song is always from an agreeably fresh perspective. Arrangement-wise, there are some immensely subtle things happening too: the ambiguous metrical layering’s of the album’s lead –off song, ‘Sabbia e Mirto’, the slowly uncurling whisps of flute counter melody in Dudley Phillips’ captivating arrangement of the traditional Sardinian song ‘No Potho Reposare’, and the tricky voice/piano unisons of ‘Monk’s Dance’, dedicated to the great Thelonious.” Peter Quinn, JAZZWISE (May 2011)
“Filomena Campus’ Jest of Jazz is a bold jump into the blue colours of the Mediterranean Sea. Deep and refreshing, the melodies sing in waves the stories of jazz, freedom and passion. The blues is never far, and when your hear the music your soul sails away into the world of free spirits.” Laurent De Wilde (jazz musician, writer, jazz critic, author of Monk‘s biography)
“Filomena jazzes things UP…reaching out to her audience, exuding expressiveness from every part of her body even down to her fingertips” Mary Brosnan, Herts Advertiser
“On stage Campus is like a shaman of music,
enchanting the audience with her deeply expressive voice and her magnetic presence” ANSA Italian Press Agency London
“Ethereal Sardinian vocalist Campus performs beguiling, dynamic, high-spirited originals with her stunning band” Time Out London
“Campus is a highly musical singer” The Telegraph
“One of the most adventurous young female singers/performers/composers based in the UK!” Cleveland Watkiss
“Excellent vocalist, while performing with humour and incredible swing she can touch the chords of your soul with a voice that knows the accents of the blues” La Nuova
“The timbric variety of Campus’ voice is remarkable, she is a very complete artist” SUONO
Filomena Campus Quartet @ the European Jazz Expo 2011
“Jazz Italian Campus in Soho”
by David Franchi for remotegoat on 25/05/11
It was another great performance of Filomena Campus Quartet at the Pizza Express Jazz Club Soho, London. The Italian singer together with her Quartet and a couple of friends, Antonio Forcione and Jean Toussaint, has done a fantastic concert.
She performed songs from her new album “Jester of jazz” and some songs from her duo with Antonio Forcione. The line up of the Filomena Campus Quartet is composed of Filomena Campus (vocals), Steve Lodder (piano), Dudley Phillips (double bass), and Winston Clifford (drums) who in this occasion were joined by the special guests Jean Toussaint (sax) and Antonio Forcione (guitar).
Filomena has a great and eclectic voice, Toussaint is a charming musician and Forcione is astonishing gifted, while the other components of the band are talented and experienced artists.
Filomena dyes her performances with the colours of Harlequin costume. In her gigs she blends various genres of music but always within a jazz frame. Besides, her new album is inspired by Commedia dell’Arte and Theatre Of The Absurd adding a hint of theatrical style to the performance. There is also a vast component of her Sardinian legacy mixed with Italian theatre. The roots of Filomena Campus, in fact, are Sardinian, the big Italian island in the Mediterranean Sea, from which she takes inspiration.
During the concert at the Jazz Club Soho, in fact, Filomena Campus performed some songs in Italian and in her own dialect, such as the classical folk ballad ‘No Potho Reposare’ ‘Queen of clowns’ dedicated to the famous Italian artists Franca Rame and Stefano Benni or ‘Sabbia e mirto’ inspired to the Mediterranean sea. But also she performed songs in English reviving the variegated jazz tradition. With Antonio Forcione, they played songs from their Duo repertoire, with a special solo performance of Forcione who showed great technical ability. The concert ended with a great final jointly with Toussaint who as usual masterly ‘embroidered’ the tones.
Filomena Campus is an international artist well- known as jazz vocalist and also as theatre director. She has toured and collaborated with top UK jazz musicians including Evan Parker, Guy Barker, Orphy Robinson, Byron Wallen, Cleveland Watkiss, Jean Toussaint, Antonio Forcione and the London Improvisers Orchestra.
In 2010 Filomena founded the ‘Filomena Campus Quartet’ with Steve Lodder, Dudley Phillips and Winston Clifford and “Jester of Jazz” is their new original project. In these days they are touring in Germany, Italy and Croatia.
Jester of Jazz CD Launch on January 26th and 27th 2011 at Pizza Express Jazz Club, Dean Street, London with SPECIAL GUEST the award winner and international jazz star, Sardinian trumpet player PAOLO FRESU
Featuring Rowland Sutherland (Jan 26th) and Jean Toussaint (Jan 27th)
SPECIAL GUESTS:
On Paolo Fresu:
“Superb” the Independent
“While Fresu’s trademark lyricism, soulful and uncluttered, is among the album’s most alluring aspects, it’s also a pleasure to hear him freely improvise with Towner” Jazztimes
“Flautist Rowland Sutherland has a
superb sound and technique, and is undoubtedly one of the very best
flautists on the British scene.” TIME OUT. http://www.rowlandsutherland.com/rowland.htm
On Jean Toussaint (ex Art Blakey’s Jazz Messenger)
“Toussaint displays a beautiful incisive tone that you can only compare to liquid crystal…” TIME OUT
“… Toussaint has … found a language that gracefully spans the gap between straight jazz and funk – it makes for some of his best playing…” THE TIMES
“… The pleasures of this substantial LP are too numerous to absorb at first hearing: recommendation enough to buy a copy…” THE LONDON STANDARD
“… his evolution from hard bopper to a player of considerable breadth and warmth has been an engaging axercise to witness…” THE GUARDIAN